coltivare cannabis lavoro

Nel giorno dell’equinozio di primavera, simbolo millenario tuttora semina e della rinascita, Monsano – piccolo comune dei Castelli di Jesi, nelle Marche – festeggia il titolo di borgo della canapa” e asta un progetto di filiera industriale per recuperare economicamente un’antica coltura dai mille utilizzi in cui l’Italia fino an inizi Novecento era il secondo produttore mondiale, dietro l’Unione sovietica, con oltre 80mila ettari coltivati a cannabis (metà in Emilia-Romagna) contro gli attuali 1. 500 scarsi (400 tonnellate di semi). Così facendo si allontanarono dan una parte i sospetti sul vero motivo dell’operazione, ed dall’altra si potè collegare l’uso della droga alle minoranze etniche, soprattutto messicani e neri, cavalcando agevolmente l’onda del razzismo ed della xenofobia presente ancora oggi.
In passato la coltivazione agricola della canapa era comune nelle zone del centro Europa; sia perché cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose), sia perché c’era continuamente bisogno di piante oleose” e fibrose” (tessili, carta, corde).
È seminata fitta per la coltura della canapa cosiddetta “da tiglio “, che macerata e sfibrata dà la fibra tessile, e appropriata rada per la coltura da seme, con piante più basse e più tozze, coltivate, oltre quale per la seminagione, per la produzione di un olio particolarmente apprezzato every usi cosmetici e il quale per uso edibile raggiunge quotazioni commerciali paragonabili all’olio extravergine di oliva.
Ed è considerato proprio a questo controversia che l’Associazione per la Cannabis Terapeutica intende acquistare parte con la pubblicazione di questo libro, nel tentativo di riportare la discussione su un livello meno ideologico e appropriata costruttivo, fornendo un quadro dei possibili impieghi il quale, al momento attuale, la pratica clinica e la ricerca scientifica sostengono, più semplicemente, ipotizzano per la cannabis e i cannabinoidi.
Dalla pianta si ottengono anche la fibra e il canapulo, residuo legnoso dello stelo, materie prime con cui si fa di tutto: tessuti, eco-mattoni isolanti per costruire case, olio (dalle proprietà analgesiche e antinfiammatorie), semi, fiori per tisane, farina, bioplastica, carta, medicinali, cosmetici.
Analizziamo le seguenti citazioni tratte da ‘The Burning Question’ (La Questione Scottante) conosciuta anche come REFEER MADNESS: Il 14 aprile 1937, la Prohibitive Marihuana Tax Law, il progetto di decreto che rendeva illegale la canapa, venne portato per via diretta al House Ways and Means Committee, il quale è l’unico che può proporre un progetto di legge alla camera senza che sia stato discusso da altri comitati.
(Fatta eccezione per la canapa, una diversa forma di cannabis non psicoattiva, che prima del proibizionismo era largamente coltivata per produrre fibre tessili. ) Per manifestarsi in Nord America, la cannabis dovette fare due cose: dimostrare che poteva gratificare un desiderio degli uomini in modo talmente efficace che essi avrebbero corso grossi rischi every coltivarla, e trovare la combinazione genetica giusta per adattarsi an un giovane ambiente molto particolare ed del tutto artificiale.
Hanno fatto seguito l’intervento di Giovanni Salerno, Cartografo che ha presentato l’unico e particolarissimo studio sull’attitudine dei suoli calabresi alla coltivazione tuttora Marijuana, quello di Maria Grazia Milone, Presidente di CIA Calabria Centro, Agronomo e Vivaista.

semi zensation in Insignificante Anna Zambanini, giovane assistente sociale, da un paio d’anni ha lasciato il suo lavoro per intraprendere, nel terreno di dinastia dei, una coltivazione di granaglie e piante officinali fra cui la canapa (varietà Futura 75), che da queste parti produce semi di altissima qualità.
«L’occhio del profano difficilmente rende unici la differenza tra le due canape – spiega ancora il professor Ragozza mentre fra i che puoi trovare circolano ciuffetti di cannabis buona” da annusare -. Olfattivamente c’è in effetti una bella differenza il quale deriva dal contenuto dei cannabinoidi degli steli: nella sativa questo elemento è quasi inesistente mentre nell’indiana è notevole e serve appunto per ricavare la droga».